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lunedì 14 settembre 2026

BONINO: RISPETTO E RICONOSCENZA MA NESSUNA SANTIFICAZIONE LAICA

(Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Massimo Bernacconi)

Ho aspettato qualche giorno prima di prendere carta e penna (tastiera e schermo, in verità), e scrivere il mio ricordo / analisi storica su questa figura importantissima per la storia civile e politica italiana.

Ho aspettato in quanto il polverone sollevato dalla rincorsa collettiva a dimostrarsi "più boniniano" degli altri si posasse al suolo e si potesse ragionare con maggior calma e necessario distacco.

Oggi si chiude la camera ardente allestita per i funerali di stato e mi è sembrato il momento opportuno ... 

Inizierò da un ricordo personale ... a differenza di molti altri che ne hanno solo sentito parlare da terzi, visto che, seppur brevemente, ebbi l'opportunità di incontrarla e collaborare assieme.

Correva l'anno 2004 ... un anno cruciale per me che sto scrivendo questa nota, ma non solo ... il grande allargamento dell'Unione Europea, che festeggiammo (con trasporto emotivo ma con molte perplessità sul processo decisionale futuro) nella Gran Place a Bruxelles; la preparazione e lo svolgimento delle elezioni europee (alle quali partecipai anche come candidato), che portarono poi alla firma della c.d. "Costituzione Europea", poi miseramente naufragata.

Nel contesto elettorale, per questioni pragmatiche sulle quali non è questa la sede di soffermarci, i Radicali chiesero di entrare nel partito dei liberali europei e nuovo gruppo parlamentare ALDE, che nel luglio 2004, all'inizio della VI legislatura del Parlamento europeo, si formò a seguito della fusione fra il gruppo ELDR ed ill Partito Democratico Europeo (PDE).

Per fare una lunga storia corta, il sottoscritto all'epoca ricopriva il doppio ruolo di International Officer e Coordinatore dei Giovani dell'Italia dei Valori ed ebbe l'incarico (da parte dell'Esecutivo Nazionale) di sostenere l'entrata. All'epoca, sarebbe bastato il veto di un partito nazionale già membro, per bloccare ulteriori adesioni.  

La condotta rifletteva una complessa e pragmatica linea diplomatica di IdV; ancorché membro effettivo, soffriva di una sorta di "complesso di primogenitura" ed era guardato con sufficienza dagli altri partiti europei, che vedevano nei Radicali e specialmente nella Bonino i rappresentanti dei "veri" valori liberali. 

La collaborazione fu quindi improntata al rispetto istituzionale e alla cooperazione pragmatica con la componente politica e parlamentare che alla Bonino faceva capo a Bruxelles.

L'impressione che ricevetti dalla Emma nazionale fu quella di cortesia di facciata che mascherava in realtà proprio quel sentimento di "superiorità e primogenitura" che portava lei e buona parte del suo schieramento a trattare con sufficienza tutti gli altri "alleati ed affini" che la pensassero diversamente (e di diversità fondamentali ce n'erano). Ricordiamo che il sostegno era un atto non dovuto, ma una cortesia, per la quale un minimo di riconoscimento, personale e politico, mi sarei aspettato. Ma tante'.   

***

Tralascio per ora questo episodio (sull'evoluzione dei rapporti con i Radicali ce ne sarebbe da scrivere ma andremmo fuori tema) per riprenderlo nelle conclusioni e mi limito ad una succinta valutazione politica.

Fermo restando questo fastidioso e pervasivo sentimento di superiorità politica e morale che ha sempre contraddistinto una certa fascia dei "radicali di potere", esistono varie "Bonino"

Quella delle grandi battaglie dei diritti civili, per la quale ritengo che a lei ed a tutti gli altri esponenti del Partito Radicale dell'epoca la società italiana debba riconoscenza. E questo al netto di alcuni metodi al limite del buongusto;

Quella della Bonino esponente dei "radicali di governo" caldeggiata dal ticket con Marco Pannella, iniziata un decennio prima dei fatti dei quali fui partecipe, ed esemplificata dalla sua indicazione da parte del governo Berlusconi ad un importante dicastero nella sciagurata "Commissione Santer". Pur caratterizzata da lodevoli intenzioni, la sua azione fu gravata da continue ingerenze della Commissione nelle prerogative degli stati membri (cfr. guerra del Tonno) e dalla spettacolarizzazione dell'intervento umanitario (cfr. Grandi Laghi; Afghanistan) a fini politici, condotta che minava quella supposta neutralità che le organizzazioni umanitarie tradizionali cercavano all'epoca di preservare.

In questo contesto, la posizione su Israele era purtroppo vittima di una "doppia morale" ... proponente di iniziative che avrebbero potuto rivelarsi catastrofiche (l'ingresso di Israele in UE, in forza del mantra "unica democrazia del Medio Oriente") e timida critica dei metodi (che molti autorevoli osservatori qualificano come "genocidi") utilizzati a Gaza e nei territori occupati. 

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Quelle su politica estera / umanitaria e sul ruolo dei "supergoverni" versus il "laisser faire" tradizionale ed il "governo minimo" di ispirazione liberale classica; un certo opportunismo politico allo scopo di entrare nella "stanza dei bottoni" sono alcune delle contraddizioni di fondo che hanno caratterizzato la sua storia. Unite a quel fastidioso atteggiamento di supremazia morale, etica ed intellettuale, di sufficienza rispetto all'interlocutore una volta terminata la necessità; atteggiamenti che contraddistinguono in realtà molti dei "radicali" di governo forgiati dalla gestione pratica ed ideologica del duo Pannella-Bonino. Quella spocchia insopportabile, incoraggiata anche dall'estero (in maniera ingenua o interessate), che ha poi minato i futuri assetti dei liberali italiani e portato a fallimenti come quelli della sciagurata lista "Scelta Europea" di cui all'epoca commentammo vivacemente ed anche le successive, giusto perché non si impara mai dai propri errori.

Contraddizioni di fondo che minano non poco l'autorità morale della persona, ma che alla fine fanno parte della sua complessità.

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Rispetto quindi sempre; riconoscenza, al limite ... santificazione laica ... direi proprio di no.






 

martedì 8 settembre 2026

Serbia ... non possiamo permetterci di perderla!

Speriamo che la crisi diplomatica con la Serbia, scoppiata in seguito agli onori tributati al criminale di guerra Mladić durante i suoi funerali, rientri presto.

Il fuoco che cova sotto la cenere in Bosnia-Erzegovina è ancora lì, e basta davvero poco per riaccenderlo.

Un abbraccio affettuoso ai miei numerosi amici della regione che stanno dalla parte della ragione – tutte persone davvero meravigliose, a prescindere dalla loro appartenenza etnica o religiosa. Se dipendesse da loro, guerre, rancori e tensioni sarebbero stati spazzati via decenni fa.



lunedì 7 settembre 2026

I SINTOMI E LE CAUSE

Se falliscono le politiche del cosiddetto "centrosinistra" e' naturale che gli elettori si rivolgano alla sedicente proposta alternativa, quella cosiddetta di "centrodestra". 

Queste due "alternative", alla fine della fiera, non si discostano poi piu' di tanto nei fondamentali, ma solo in questioni di dettaglio atte ad accontentare gli umori "di pancia" dell'elettorato e, soprattutto, gli interessi dei rispettivi potentati economici di riferimento, che poi sono quelli che contano (ed alle volte coincidono o si sovrappongono). 

Banalizzando, la logica dell'alternanza si riduce nello stabilire la sequenza di chi si possa strafogare e di chi si debbe accontentare di arraffare quello che cade dalla tavola, fino alla prossima scadenza elettorale.

Quando pero' sono le "estreme" ad avanzare, ad avere fallito sono quelle politiche di "centro-qualcosa" che non hanno sortito gli effetti attesi. 

Crisi economica e sociale; insicurezza diffusa interna ed esterna; politiche europee fragili, incoerenti ed incerte, e via dicendo. 

C'erano con i governi "rosa", ci sono con quelli "azzurri", ci saranno, amplificate, con quelli "nero-bruni" prossimi venturi. 

AfD non e' la causa del male, ma il sintomo del disagio profondo e dell'insoddisfazione dell'elettorato ... la partecipazione e' stata di circa dell'ottanta percento e quindi chi (specialmente dalla cosiddetta sinistra) se la prende sempre con l'astensionismo stavolta dovrebbe guardare altrove.  Mi sorprende che Merz sia sorpreso ...

I problemi sono complessi, vengono da lontano; l'UE per varie ragioni si e' autoridotta al ruolo di "entité négligeable" e gli stati membri hanno confinato il proprio livello di ambizione al loro orticello. In tal modo si sono illusi di poter delegare le questioni epocali, troppo complesse e non adatte al ciclo elettorale, a chi non e' strutturato per una visione di lungo periodo in quanto dipendenente dalle priorita' altalenanti del Commissario di turno. Tutto questo senza entrare nel merito di quello che USA e Cina stanno muovendo a livello globale.

In tutto cio' c'e' ragione per essere pessimisti. Il ciclo storico si sta ripetendo dopo quasi un secolo ... il pragmatismo e' moribondo e rimpiazzato da vuoti slogan ideologici provenienti dalle opposte fazioni ai poli dell'arco (extra)costituzionale. Con il bisogno reciproco di trovare il nemico di turno. Quello che vale per la Germania vale per l'Italia, la Francia ed il resto degli staterelli di questa sorta di Sacro Romano Impero fuori stagione.




domenica 12 aprile 2026

UNGHERIA: VENTI DI CAMBIAMENTO?

Il fatto che un "uomo forte" al potere da 16 anni possa essere rimpiazzato pacificamente tramite elezioni significa che le istituzioni democratiche sono piuttosto solide. 

Qualunque sara' il giudizio storico / politico su Orban, qualsiasi potere che dura troppo a lungo inevitabilmente corrompe.

Per sapere se Magyar rappresentera' realmente una svolta, dobbiamo ancora aspettare un po'.



martedì 7 aprile 2026

SCONTRO DI ... CIVILTA'

Qualunque cosa accada, a fronte di simili dichiarazioni e dell'inciviltà, incultura, violenza e volgarità che stanno contraddistinguendo questo scorcio di secolo, non è possibile e neppure auspicabile che le relazioni cosiddette "Atlantiche" continuino come nulla sia successo. 

Va avviata una riflessione profonda, se ne sono accorti anche i membri meno servili dei governi "alleati", fra cui qualcuno anche di quello tricolore, bontà loro. 

Occorrerà mettere (e mettersi) in discussione dopo decenni di certezze, o quantomeno aprire gli occhi sulle platoniche "Nobili Menzogne" sulle quali ci siamo adagiati per generazioni.



P.S. ... alcuni esseri umani si elevano verso le stelle mentre altri subumani cercano di fare ripiombare il Pianeta all'età della pietra ...



giovedì 2 aprile 2026

GLI USA LASCIANO LA NATO? SPERIAMO!

 I maggiori progressi si ottengono quando ci si confronta a grosse crisi ... possiamo viverli come rischi o come opportunità nel Monopoli mondiale ...





venerdì 13 marzo 2026

GENOCIDIO A GAZA (?)

Belgio, Olanda, Irlanda, Spagna ed Islanda sono alcuni degli stati euro - atlantici che hanno cofirmato l'azione del Sudafrica presso la Corte Internazionale di Giustizia contro Israele sul genocidio a Gaza.


 

mercoledì 11 marzo 2026

LA QUESTIONE DEGLI ASSETS IRANIANI CONGELATI DAGLI USA SECONDO LA CORTE INTERNAZIONALE DI GIUSTIZIA

In questi giorni di guerra vale la pena ricordare che, il 30 marzo del 2023, una sentenza della CIG, nel caso promosso dall'Iran nel 2016 contro gli USA, rilevava come questi ultimi avessero VIOLATO gli obblighi sottoscritti nel 1955 nel Trattato di Amicizia, Relazioni Economiche e Diritti consolari.

La Corte, concedeva altresì due anni alle Parti per trovare un accordo economico, in difetto del quale, avrebbe stabilito essa stessa l'entità del risarcimento dovuto dagli USA all'Iran.

Ora, evidentemente questo accordo non si è trovato, visto che il 26 febbraio 2026 la Corte ha fornito ad Iran ed USA i termini per le rispettive memorie in modo da calcolare indennizzo.

Qualche giorno dopo, USA ed Israele hanno attaccato militarmente l'Iran, causando molti più danni di quelli che potranno mai essere chiamati a rimborsare.

Le ragioni dell'attacco USA erano quindi molte, non ultima una sorta di ripicca per essere stati condannati per una violazione del diritto internazionale. Quel Diritto che per molti politici europei (Merz, Tajani, VdL) non dovrebbe valere sempre e per chiunque ma che è stata, invece, la via scelta proprio dall'Iran per risolvere la sua diatriba con Washington. 

Ora, con tutti i distinguo possibili rispetto al regime teocratico fondamentalista (e spesso sanguinario) degli Ayatollah, mi pare una differenza di stile non da poco.

Per ulteriori: 



martedì 10 marzo 2026

LA DOPPIA MORALE SUI CRIMINI DI GUERRA

 Ma cosa deve fare quindi un povero disgraziato nel 2026 per essere finalmente riconosciuto e processato come un genuino criminale di guerra? 

Mi pare che ultimamente parecchi volenterosi (i soliti noti) ce la stiano mettendo tutta ma nulla, non si convocano tribunali speciali e la comunita' internazionale (?) non da' loro alcuna soddisfazione ...  

Ma che, vale forse solo per i perpetratori di crimini espressione di stati deboli / falliti e/o milizie sconfitte?




SCEGLIERE I PROPRI ALLEATI NEL 2026 ... E' DURA!

 


venerdì 6 marzo 2026

GUERRA CON ONORE

Nel pieno della Seconda guerra mondiale, quando gli oceani erano diventati campi di battaglia e i sommergibili colpivano senza preavviso, esistevano ancora uomini che cercavano di restare fedeli a un codice d’onore. Non perché la guerra fosse meno brutale, ma perché credevano che anche nel conflitto si potesse restare umani.

È il caso di Carlo Fecia di Cossato e Gianfranco Gazzana Priaroggia, due comandanti di sommergibili della Regia Marina. In più occasioni, dopo aver affondato navi nemiche, decisero di soccorrere i sopravvissuti, fornendo acqua, viveri e indicazioni di navigazione alle scialuppe.

Un esempio emblematico riguarda l’affondamento del mercantile britannico SS Stansgarth nell’aprile 1942 da parte del sommergibile Tazzoli. Dopo l’attacco, il comandante Fecia di Cossato non si limitò a lasciare i naufraghi al loro destino: fornì rifornimenti all’equipaggio e aiutò le scialuppe, arrivando persino a prenderle a rimorchio per un tratto.

Il comandante della nave britannica, J. W. Binns, una volta salvato, riferì alle autorità inglesi parole che colpiscono ancora oggi:

“Se tutti i marinai italiani sono come il comandante del Tazzoli, l’Italia può essere orgogliosa della sua flotta. È un grande marinaio e un perfetto gentiluomo.”

È una testimonianza importante perché arriva da un nemico. E ricorda qualcosa che spesso dimentichiamo quando parliamo di guerra: combattere non significa necessariamente diventare barbari sanguinari.

Anche nel mezzo di un conflitto totale, quando gli ordini e la propaganda spingono verso la disumanizzazione dell’avversario, alcuni uomini scelgono comunque di rispettare quello che i marinai chiamavano le “leggi del mare”: soccorrere chi è in pericolo, indipendentemente dalla bandiera.

La guerra resta sempre una tragedia. Ma storie come questa dimostrano che, persino nelle circostanze più dure, esiste ancora spazio per l’onore, la dignità e il rispetto per la vita umana. E forse è proprio questo che distingue i soldati dagli assassini.



giovedì 5 marzo 2026

"LA GUERRA E' UNA COSA TROPPO SERIA PER LASCIARLA AI GENERALI ..." ... figuriamoci ai politici!

La cosa più tragica di quanto sta accadendo da qualche anno a questa parte e specialmente negli ultimi giorni non è tanto la violenza, quella c'è sempre stata; non è neppure la violazione del diritto internazionale (consuetudinario e pattizio), la storia ne è piena; non sono certamente le bugie e l'ipocrisia dei governi, esse fanno parte (purtroppo) della politica ... 

... quello che addolora e sconvolge è piuttosto l'assuefazione alla violenza stessa, al disprezzo delle regole, quella credulità di comodo, quello scodinzolamento continuo al più forte (a volte neppure richiesto); insomma, la normalizzazione della prevaricazione e della de-umanizzazione del "nemico". 

Non ci si prende più neppure la briga (da parecchi anni) di dichiarare la guerra, tanto delle convenzioni chi se ne frega  ... l'opinione pubblica internazionale neanche fa più finta di indignarsi, tanto non serve a nulla ... i parlamenti svuotati delle loro prerogative fanno spallucce ed assomigliano sempre più a quelle "aule sorde e grigie" (cit.) che permisero l'insorgere dei totalitarismi giusto un secolo fa.

Prima di fare la morale agli altri occorre essere irreprensibili rispetto alla propria e non credo che oggi "l'occidente" lo sia. Siamo scesi allo stesso livello di barbarie di quei regimi teocratici, illiberali, assolutisti, totalitari, fanatici che abbiamo indefessamente bombardato per decenni in nome di un mondo migliore ... e che almeno neppure fanno finta di essere democratici riempendosi la bocca con disarmanti scuse. 

Almeno facessimo il nostro interesse, da un punto di vista egoistico ed utilitaristico potremmo pure starci ... ma qua ci stiamo dando solo la zappa sui piedi. Tanto, il nemico ce lo abbiamo già in casa ed il conto lo pagheremo salatissimo (anche per conto dei Signori dei quali siamo miseri vassalli) negli anni a venire.



martedì 3 marzo 2026

... ORDINE SPARSO ...

 Sulla guerra ad Iran l'Unione Europea è franata ancora una volta ... nessuna politica comune, tutti in ordine sparso, solidarietà comunitaria non pervenuta.



domenica 18 gennaio 2026

RUTTE ED IL RUOLO DEL S.G. DELLA NATO

Forse mi sfugge qualcosa ma trovo interessante l'asimmetria nelle posizioni del Segretario Generale NATO Rutte: dichiarazioni fortissime sulla "minaccia russa", che però non ha rivendicazioni / dispute territoriali  dirette nei confronti di alcun Paese NATO, mentre tace o minimizza l'atteggiamento di Trump su Groenlandia, che mina le basi stesse dell'Alleanza, tra minacce tariffarie e allusioni a scorciatoie militari nei confronti degli alleati. 

Che sia una buona occasione per riequilibrare il ruolo del Seg. Gen. della NATO maggiormente dal lato amministrativo piuttosto che politico, riassorbendo la  fuga in avanti lanciata da Stoltenberg almeno dal 2022? 



giovedì 8 gennaio 2026

NOTA SUL RICONOSCIMENTO ISRAELIANO DEL SOMALILAND


Il riconoscimento ufficiale del Somaliland da parte di Israele, annunciato da Netanyahu il 26 dicembre 2025, è passato quasi inosservato sui media globali, completamente oscurato dalla crisi venezuelana – con l'operazione USA, la cattura di Maduro e le proteste mondiali che hanno dominato i titoli nei primi giorni del 2026. 

Si tratta di una mossa controversa: Israele diventa il primo stato ONU a riconoscere l'indipendenza del Somaliland (autoproclamatosi nel 1991), sfidando il consenso internazionale che vede la regione come parte integrante della Somalia. 

Reazioni immediate di condanna da Somalia, Unione Africana, Lega Araba, Turchia, Egitto e Cina, che lo bollano come violazione della sovranità e precedente pericoloso per altri separatismi.

Perché Israele ha fatto questo passo? Le ragioni sono essenzialmente geostrategiche: guadagnare un avamposto sul Mar Rosso e Golfo di Aden per contrastare minacce iraniane e houti, accedere a possibili basi militari, e rafforzare la sicurezza marittima. 

Si inserisce nella "diplomazia periferica" israeliana, con cooperazione in tecnologia, agricoltura e economia, e nello spirito degli Abraham Accords (Somaliland ha espresso volontà di aderirvi).

L'effetto del riconoscimento sulla posizione di Taiwan è particolarmente significativo. Taipei ha accolto con entusiasmo la decisione israeliana, definendo Israele, Somaliland e Taiwan "partner democratici affini" (sic!) che condividono valori di libertà e rule of law

Taiwan mantiene già legami stretti con il Somaliland dal 2020 (uffici rappresentativi reciproci e accordi su sicurezza marittima), e questo riconoscimento rafforza il parallelismo: entrambi sono entità de facto indipendenti ma non riconosciute dalla comunità internazionale (Taiwan solo da pochi stati). 

Per Taipei è un precedente prezioso che legittima alleanze con "democrazie isolate" contro pressioni cinesi; Pechino, infatti, ha criticato duramente la mossa, vedendola come sfida coordinata alla sua Belt and Road e al principio "Una Cina sola".

In sintesi, un atto audace che prioritizza interessi strategici israeliani (e indirettamente taiwanesi) a scapito della stabilità regionale, ma che rischia di isolare ulteriormente Tel Aviv in Africa e Medio Oriente. 

Il basso profilo mediatico non ne riduce l'impatto a lungo termine: potrebbe incoraggiare altri riconoscimenti (magari USA sotto Trump) o innescare escalation nel Corno d'Africa.

2026 o 1939?