In questi giorni di guerra vale la pena ricordare che, il 30 marzo del 2023, una sentenza della CIG, nel caso promosso dall'Iran nel 2016 contro gli USA, rilevava come questi ultimi avessero VIOLATO gli obblighi sottoscritti nel 1955 nel Trattato di Amicizia, Relazioni Economiche e Diritti consolari.
La Corte, concedeva altresì due anni alle Parti per trovare un accordo economico, in difetto del quale, avrebbe stabilito essa stessa l'entità del risarcimento dovuto dagli USA all'Iran.
Ora, evidentemente questo accordo non si è trovato, visto che il 26 febbraio 2026 la Corte ha fornito ad Iran ed USA i termini per le rispettive memorie in modo da calcolare indennizzo.
Qualche giorno dopo, USA ed Israele hanno attaccato militarmente l'Iran, causando molti più danni di quelli che potranno mai essere chiamati a rimborsare.
Le ragioni dell'attacco USA erano quindi molte, non ultima una sorta di ripicca per essere stati condannati per una violazione del diritto internazionale. Quel Diritto che per molti politici europei (Merz, Tajani, VdL) non dovrebbe valere sempre e per chiunque ma che è stata, invece, la via scelta proprio dall'Iran per risolvere la sua diatriba con Washington.
Ora, con tutti i distinguo possibili rispetto al regime teocratico fondamentalista (e spesso sanguinario) degli Ayatollah, mi pare una differenza di stile non da poco.
Per ulteriori:
- C.I.G - Ordine 26 "CERTAIN IRANIAN ASSETS (ISLAMIC REPUBLIC OF IRAN v. UNITED STATES OF AMERICA)"
- C.I.G. - Summary of the Judgment of 30 March 2023
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