Se falliscono le politiche del cosiddetto "centrosinistra" e' naturale che gli elettori si rivolgano alla sedicente proposta alternativa, quella cosiddetta di "centrodestra".
Queste due "alternative", alla fine della fiera, non si discostano poi piu' di tanto nei fondamentali, ma solo in questioni di dettaglio atte ad accontentare gli umori "di pancia" dell'elettorato e, soprattutto, gli interessi dei rispettivi potentati economici di riferimento, che poi sono quelli che contano (ed alle volte coincidono o si sovrappongono).
Banalizzando, la logica dell'alternanza si riduce nello stabilire la sequenza di chi si possa strafogare e di chi si debbe accontentare di arraffare quello che cade dalla tavola, fino alla prossima scadenza elettorale.
Quando pero' sono le "estreme" ad avanzare, ad avere fallito sono quelle politiche di "centro-qualcosa" che non hanno sortito gli effetti attesi.
Crisi economica e sociale; insicurezza diffusa interna ed esterna; politiche europee fragili, incoerenti ed incerte, e via dicendo.
C'erano con i governi "rosa", ci sono con quelli "azzurri", ci saranno, amplificate, con quelli "nero-bruni" prossimi venturi.
AfD non e' la causa del male, ma il sintomo del disagio profondo e dell'insoddisfazione dell'elettorato ... la partecipazione e' stata di circa dell'ottanta percento e quindi chi (specialmente dalla cosiddetta sinistra) se la prende sempre con l'astensionismo stavolta dovrebbe guardare altrove. Mi sorprende che Merz sia sorpreso ...
I problemi sono complessi, vengono da lontano; l'UE per varie ragioni si e' autoridotta al ruolo di "entité négligeable" e gli stati membri hanno confinato il proprio livello di ambizione al loro orticello. In tal modo si sono illusi di poter delegare le questioni epocali, troppo complesse e non adatte al ciclo elettorale, a chi non e' strutturato per una visione di lungo periodo in quanto dipendenente dalle priorita' altalenanti del Commissario di turno. Tutto questo senza entrare nel merito di quello che USA e Cina stanno muovendo a livello globale.
In tutto cio' c'e' ragione per essere pessimisti. Il ciclo storico si sta ripetendo dopo quasi un secolo ... il pragmatismo e' moribondo e rimpiazzato da vuoti slogan ideologici provenienti dalle opposte fazioni ai poli dell'arco (extra)costituzionale. Con il bisogno reciproco di trovare il nemico di turno. Quello che vale per la Germania vale per l'Italia, la Francia ed il resto degli staterelli di questa sorta di Sacro Romano Impero fuori stagione.

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