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venerdì 3 giugno 2016

MERCATO AGRICOLO: I TERMINI DI UNA EQUAZIONE COMPLESSA

La discussione che si e' infiammata in questi giorni rispetto alla "denuncia" dell'imprenditrice agricola Franca Marabini a "Candidati Senza Voce", che abbiamo rilanciato e che sta raccogliendo l'interesse di centinaia di migliaia di italiani sulla piattaforma FaceBook (679 mila "hits" nel momento in cui scriviamo) ha riacceso prepotentemente il dibattito sull'agricoltura, la "cenerentola" dei settori economici dopo la rivoluzione industriale e l'esplosione del terziario.

La questione e' evidente e sotto gli occhi di tutti:
"COME PRODURRE CIBO DI QUALITÀ NELLE QUANTITÀ NECESSARIE ED AL GIUSTO PREZZO PER PRODUTTORE E CONSUMATORE?"

I termini della questione sono molteplici, complessi ed interrelati. Non esistono soluzioni "semplici", dove basti "abbattere un nemico" e trovare la formula magica che rimetta il sistema in equilibrio stabile.
Abbiamo cercato quindi di condensare alcuni degli elementi fondamentali in questo grafico, sul quale vi invitiamo a riflettere ed a farci avere le vostre opinioni nel nostro gruppo FaceBook.

L'ODISSEA DEL "MINISTERO DELL'AGRICOLTURA"

Ci risiamo. Puntualmente, quando la situazione si fa complessa, si decide di fare una brusca virata per segnare un cambiamento ma a forza di accostate si "perde" la bussola non si capisce più in che direzione si stia andando.

In questi giorni ci stiamo occupando diffusamente dell'agroalimentare e degli sprechi ed assurdità che contraddistinguono questo settore economico fondamentale.

Dal punto di visto istituzionale, uno degli esempi più eclatanti dell'isterica non-gestione del problema e' quella del "ministero dell'agricoltura", nelle sue varie denominazioni che si sono susseguite.

Ricapitoliamo per sommi capi: le competenze del ministero furono progressivamente svuotate di competenze da un lato dalla devoluzione alle regioni e dall'altro all'Unione Europa, in ragione del quale esso fu abrogato da un referendum nel 1993.

- INIZIO CITAZIONE WIKIPEDIA -

Da allora, il ministro dell'agricoltura e delle foreste è stato più volte ridenominato:
  • Ministero per il coordinamento delle politiche agricole, alimentari e forestali (dal 5 agosto 1993);
  • Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali (dal 5 3. dicembre 1993, ex legge 491/1993, recante Riordinamento delle competenze regionali e statali in materia agricola e forestale, durante il Governo Ciampi);
  • Ministero delle politiche agricole (dal 5 giugno 1997, ex d.lgs. 143/1997);
  • Ministero delle politiche agricole e forestali (dal 14 settembre 1999, ex d.lgs. 300/1999, cosiddetta "riforma Bassanini");
  • Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (dal 17 maggio 2006, con il Governo Prodi II);
  • Ministero delle politiche agricole e forestali (dall'8 maggio 2008);
  •  Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (dal 16 maggio 2008).

- FINE CITAZIONE WIKIPEDIA -
  • nel gennaio di quest'anno il PdCM Renzi annunciava che il dicastero sarebbe stato trasformato in "ministero dell'Agroalimentare" ed aumentare in qualche anno l'export dagli (allora) 36 miliardi di Euro a 50 anche grazie a crediti di Intesa-San Paolo per 6 miliardi (vedasi link);
  • Lasciando perdere le questioni relative al rispetto del risultato del referendum del 2003, rileviamo che a tutt'oggi il nome ufficiale del ministero e' ancora quello del 2008, "Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali" e non si capisce bene quale sia la rivoluzione copernicana introdotta ed il risultato, visto che le importazioni sono cresciute del doppio rispetto alle esportazioni con un disavanzo commerciale nel settore che ha raggiunto oltre 1 miliardo e mezzo di Euro nei primi tre mesi dell'anno in corso (vedasi allegata tabella ISTAT).
Partecipa al dibattito nel gruppo FB di CSV!

MERCATO AGRICOLO - DEMATERIALIZZAZIONE DEI REGISTRI

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

"Sono un produttore di vino.
Cosa ne pensate della dematerializzazione dei registri del vino : una grandissima sciagura per noi già oberati dalla burocrazia a chi giova, mi chiedo?!

Un ennesimo balzello che graverà soprattutto sulle aziende medie e non farà altro che metterle ancora di più fuori mercato.

La difficoltà maggiore sarà nella vinificazione con una serie di registrazioni impossibili per chi conosce la materia . Non mi risulta che Francia e Germania abbiano accolto queste fantomatiche indicazioni della comunità europea.

Le grosse criticità le ha rilevate un funzionario del MAF Bologna consigliandoci di fare in modo di eliminare questa assurda legge!
"

- RISPOSTA CSV -

Salve, la questione al solito si presta a mille sfaccettature. Vi sono evidentemente dei pro e dei contro che vanno analizzati in base ai singoli settori interessati ed alla situazione individuale delle imprese oggetto della c.d. "dematerializzazione", che sta diventando il mantra dell'era digitale.

Ora, non siamo specialisti del settore vinicolo quindi possiamo darle solo un parere di carattere generale. La normativa europea non pone, a nostra conoscenza, alcun vincolo cogente in merito, quindi il "ce lo chiede l'Europa" appare alquanto strumentale.

Vero e', invece, che molti stati europei si stanno muovendo in tal senso. La Francia ha iniziato, ad esempio, la dematerializzazione del registro bovini dopo una sperimentazione durata dal 2013 al 2014. Ora, volendo, si potrebbe fare una analisi puntuale "SWOT" (punti di forza, di debolezza, opportunità e pericoli) della c.d. dematerializzazione ma allo stato attuale quello che riteniamo e' che occorra prenderne atto, eventualmente chiedere proroghe, ma prepararsi per tempo prima che accada, perché e' solo una questione di tempo, piaccia o meno. In questo senso, le associazioni di categoria hanno un ruolo fondamentale: possono rivelarsi utili per la transizione ma allo stesso tempo ingabbiare le imprese ed i singoli nel loro monopolio per i servizi associati, cosa che ormai accade con quasi tutto quello che ruota attorno all'agricoltura.

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Segui il dibattito sul tema nel gruppo di Candidati Senza Voce.