mercoledì 23 maggio 2018

GDPR: bene la protezione dei dati personali, ma chi vigila sui governi?

A partire dal 25.05.2018 una nuova legislazione europea entra in vigore. Essa concerne la protezione dei dati personali (General Data Protection RegulationGDPR - (EU) 2016/679) e descrive la gestione e la messa in sicurezza dei dati personali di tutti i cittadini europei. Ve ne sarete certamente tutti accorti vista la mole di e-mail e messaggi provenienti dai vostri fornitori di servizi online e che chiedono la vostra positiva conferma per continuare a fornirveli. 

Ora, non intendiamo entrare nei dettagli della regolamentazione, necessaria ma assai complessa e difficile da mettere in pratica per chiunque abbia una qualunque attività online (compresi noi di CSV, che al momento confidiamo in quanto previsto da Google, che ospita questo blog e dagli altri social media ai quali ci appoggiamo); vorremmo invece invitarvi a riflettere su un altro aspetto: 

dai servizi commerciali ci si può "disiscrivere", si può chiedere l'applicazione del "diritto all'oblio" in accordo al Regolamento UE n. 2016/679 e chiedere ora la cancellazione dei propri dati personali come previsto dalla GDPR ... ma chi "controlla il controllore" (o il regolatore)? In altri termini, l'attuale normativa non copre adeguatamente quello che governi ed agenzie governative possono fare con i nostri dati ... e qui rientriamo nel mai risolto dilemma: qual e' il giusto equilibrio fra la "necessita' di conoscere" in modo da garantire il rispetto delle regole e la raccolta indiscriminata e senza limite di tempo di dati che poi potranno essere in futuro essere utilizzati contro un cittadino, in base al clima politico o alle "esigenze" e "priorità" che dovessero essere definite dai futuri poteri pubblici locali, nazionali o sovrannazionali? 

Se oggi riteniamo di essere, bene o male, in uno "stato di diritto" le cose potrebbero anche cambiare in futuro ... e potrebbe non essere una buona idea che i nostri movimenti fisici, bancari e tutta la nostra vita sia a disposizione del "grande fratello" prossimo venturo. La distopia orwelliana di "1984" non e' poi una eventualità cosi' remota ... 


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