lunedì 2 luglio 2018

PIFFERAI E TOPI


Si sta parlando molto di migranti da quando la Lega è al governo, spesso con toni piuttosto lontani dalla realtà. 

Partiamo dal presupposto che se i problemi del Paese sono endemici e ben poco dipendono da cause esterne, il fenomeno migratorio resta un problema che richiederebbe una soluzione.

I numeri sembrano dirci i flussi stiano diminuendo, ma resta comunque alta l'esigenza di una policy univoca a livello europeo di gestione dell'immigrazione e della conseguente integrazione.
Il perbenismo del precedente governo e il populismo di quello attuale sono le due facce della stessa medaglia, ossia quello di non voler affrontare realisticamente la situazione.

Un'immigrazione non regolamentata e controllata genera situazioni di disagio spesso drammatiche, soprattutto in assenza di interventi seri di integrazione (e questi, in Europa, sono sempre mancati, anche in presenza di politiche di accoglienza), ma è altrettanto vero che storicamente mai nessuno è riuscito a fermare i flussi migratori.

Tanto più che sono molti gli interessi più o meno legali che ruotano attorno al traffico degli esseri umani (e non solo quelli presunti legati alle ONG).

Detto questo, parliamo di Salvini. Nel nulla cosmico intellettuale e di competenze che regna nella politica nostrana, Salvini ha avuto il merito di focalizzare l'attenzione dell'elettorato su problemi secondari presentandoli come IL problema. Che siano i terroni, Roma, l'euro o i migranti, l'Italia per la Lega ha sempre avuto un problema circoscritto causato da qualcuno altro e la sua eliminazione avrebbe riportato magicamente il paese agli anni del Bengodi.

Salvini alza i toni verso l'Europa, il che senz'altro non è un male, ma lo fa a scopi propagandistici. Abbaia ma senza portare soluzioni reali, senz'altro troppo complesse per lui. Perché non si dovrebbe solo parlare di immigrazione (fenomeno che interessa molto più il Medi-Oriente che l'Europa), ma di integrazione, appunto. 

E, quando questo sarà evidente, sposterà l'attenzione su qualcos'altro, probabilmente sull'Europa e l'Euro (additando alla Merkel la responsabilità di non averlo lasciato lavorare), o sui vaccini o sulle scie chimiche, a seconda di dove tira l'aria del suo elettorato.

Attenzione però a non farne un martire: in epoche complesse, chi sbraita più forte e propone soluzioni semplici ha sempre la meglio, ma siamo ancora ben lontani dal pericolo dittatura (soprattutto perché i fantocci al governo contano quanto il due di coppe quando briscola e' spade). La ruota girerà ancora, e continuare a polemizzare su ogni sua singola sua parola diventa controproducente, oltre che stucchevole.

Salvini è, in altre parole, l'ennesimo pifferaio magico.

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giovedì 28 giugno 2018

M5S E PAUPERISMO


L'ideologia che sottende il M5S non è altro che una riedizione in forma ingenua di arcinote teorie pauperiste e comuniste, la fine che determinano alle società che hanno la sventura di cadere sotto le loro grinfie.

Dai "Celestini" (i "Poveri eremiti di Papa Celestino", n.d.r.) del medioevo, agli hussiti, fino all'Unione Sovietica

In conclusione se li conosci li eviti! 


NAZIONALIZZAZIONI? NO, GRAZIE!

... abbiamo già dato!

Nicolò Monti, esponente della FGCI, ci ha inviato un post nostalgico sull'IRI ... ciò ci consente di ribadire che CSV e' pregiudizialmente contrario alle nazionalizzazioni generalizzate (come del resto lo siamo per il protezionismo, fatte salve alcune limitate produzioni strategiche, la tutela della c.d. "industria nascente" e produzioni "di nicchia" ad alto valore simbolico-culturale). L'esperienza post-ricostruzione ha dimostrato come le pp.ss fossero più che altro una fucina di clientelismo ed inefficienza. 

La catastrofe industriale attuale e' figlia di quella stagione, con finti privati che vivano invece di commesse pubbliche e mercato protetto (es. FIAT) e partecipazioni statali orti di lottizzazioni per i partiti politici ... no, grazie, abbiamo già dato!