Diretta Spread

mercoledì 15 agosto 2018

CROLLO DEL PONTE MORANDI A GENOVA: LO SCARICABARILE CHE NON AFFRONTA IL NODO DELLA QUESTIONE!

In queste ore convulse, non solo assistiamo nuovamente alla solita tifoseria online tra #pidioti e #grullini , ma anche allo squallore dei maggiori responsabili del disastro, vale a dire i responsabili del dicastero delle infrastrutture nello scorso e nell'attuale governo, che fanno a gara nello scaricare il barile, anzi macigno, delle responsabilità su altri.

Essi dovrebbero avere in questo momento il pudore di tacere e farsi un esame di coscienza interrogandosi sul da farsi, visto che tralascino di affrontare con decisione le carenze istituzionali conclamate nella supervisione e vigilanza sulle concessioni pubbliche

Ha iniziato Delrio, con un improvvido tweet "a coccodrillo", nel quale pero' "dimenticava" di indicare anche i suoi quarti di responsabilità.

Lo hanno seguito a ruota i responsabili del nuovo governo, nella conferenza stampa a Genova il vp del consiglio Luigi di Maio scarica tutte le responsabilità sui Benetton (maggiori azionisti di Autostrade per l'Italia S.p.A.) e sui governi precedenti (e sui media) che avrebbero preso soldi dalla famiglia .. glissando come da copione sulle responsabilità di sorveglianza e vigilanza del ministero.


Ora, molti dei talebani a favore o contro i governi attuali o passati, stanno cercando di convincerci che la colpa stia tutta da una parte (l'altra).

Noi sosteniamo invece che la responsabilità di governo presuppone e si sostanzia anche e soprattutto con il coraggio di prendere decisioni difficili nei momenti giusti.

Ad esempio, la querelle sulla cosiddetta "Gronda" e' assolutamente ininfluente, visto che in ogni modo la costruzione sarebbe cominciata solo a tragedia avvenuta: se il ponte era pericoloso (ed a quanto pare lo era ed i ministri competenti erano stati informati da anni, come testimoniano anche le interrogazioni parlamentari), esso andava chiuso al traffico, dal precedente e/o da questo governo. Il resto sono solo chiacchiere.
Come chiacchiere sono, ormai, quella sulla segretezza dei contratti di concessione: essi sono ormai pubblici dal febbraio 2018, con solamente le cifre "commercially in confidence" sbianchettate ... prassi del tutto normale. 

Tutto bene quindi: No di certo! Nel caso del ponte Morandi e di molti altri disastri alle infrastrutture del nostro paese (la sequela di ponti crollati negli ultimi anni e' impressionante ... Lecco; Autostrada A14 giusto per ricordarne due eclatanti) ci deve far rendere conto che il problema non e' la gestione, ma la mancanza di controllo e di vigilanza da parte del concedente (lo stato) sull'operato del concessionario (in questo caso Austostrade spa). Il tema non si può quindi risolvere annullando la concessione come vorrebbe fare il governo e peggio ancora nazionalizzando! Vanno dati invece gli strumenti al naturale "regolatore / supervisore" ... quid della Agenzia Nazionale dei Trasporti? Quid del ruolo di vigilanza del dipartimento istituito presso il Ministero delle Infrastrutture?

Se una struttura deputata c'e', la si faccia funzionare ... se non esiste, la si crei e le si affidino i dovuti poteri.

La cosa essenziale e' che esista chiara separazione fra il fornitore dei servizi (il concessionario) ed il concedente (il ministero), cosa che con il capitalismo clientelare attuale o con la nazionalizzazione non si può di certo assicurare.

Ora, mentre qualcuno ha già trovato il colpevole di comodo, (il progettista che avrebbe sbagliato i calcoli e deceduto ormai da anni), se per noi le responsabilità politiche sono chiare e risiedono nella mancata sorveglianza che il ministero avrebbe dovuto esercitare sul concessionario (ed in questo senso Delrio e Toninelli sono egualmente responsabili), noi confidiamo nella magistratura per quanto riguarda l'identificazione di eventuali responsabilità penali, anche se temiamo finisca come al solito...


Avanti cosi', ci meritiamo questa classe politica e questo paese!

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P.S. 16/11/2018

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Riguardo presunta irresponsabilità del ministero, ciò non risponde al vero, come si desume dal testo della convenzione, con Art. 7 che specifica i poteri del concedente (vedi sotto) ed Art. 8 specifica le sanzioni. Mentono sapendo di mentire, attuali e passati governanti!




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AGGIOTAGGIO!

Spargere notizie senza fondamento giuridico o fattuale che fanno affondare un titolo in borsa come nel caso di #Atlantia facendo perdere soldi ai risparmiatori si chiama aggiotaggio, manipolazione del mercato. Ed e' pure un reato. Dove stanno i difensori dei consumatori quando servono?

BUONE NOTIZIE: FINALMENTE IN APPLICAZIONE NEI VARI STATI MEMBRI LA NUOVA DIRETTIVA EUROPEA SUI PAGAMENTI BANCARI (PSD2).

Molti di voi staranno in questi giorni ricevendo informative dalle vostre banche in merito alle messa in opera delle norme previste dalla PSD2. La direttiva 2015/2366, pubblicata nel 2016 o cui effetti stanno producendosi a livello degli stati membri in in questi giorni, proibisce tutte le tariffe e spese supplementari [per i pagamenti elettronici, quindi i commercianti non possono ad esempio più chiedervi un supplemento per i pagamenti sotto una certa cifra.

PSD2 estende il suo campo di applicazione agli ordini di pagamento fra i paesi dello Spazio Economico Europeo (28UE + Islanda, Liechtenstein e Norvegia), quale ne sia la valuta. In concreto, i costi legati ad un trasferimento da l'Euro ad un'altra valuta di uno dei paesi SEE saranno da ora in avanti distribuiti fra compratore ed acquirente.

PSD2 diminuisce da 150 a 50 euro la franchigia di responsabilità del cliente per uso indebito ed illecito del suo mezzo di pagamento elettronico. In concreto, salvo frode accertata o colpa grave del cliente, se siamo stati oggetto di furto o di altra frode, saremo responsabili solo fino a 50 euro.

E tutto ciò, lo ripetiamo, vale sia per gli acquisti online sia per quelli con carta di credito ad un terminale pos. 
 
 
 
 

venerdì 10 agosto 2018

SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE DEI TRASPORTI

La polemica sulla TAV ha riaperto il dibattito.

Il grafico sottostante riporta sono i numeri di emissioni (CO2, che di per se già e' un proxy poco significativo) per passeggeri / km (lasciamo stare le merci, per questioni di semplicità): come si vede, da questo punto di vista il trasporto aereo e quello fluviali / marittimo interni parrebbero di ben lunga più inquinanti del trasporto stradale e di quello ferroviario ... ma, c'e' un ma ... 

... quando si parla di emissioni non si può solo pensare a quelle nelle operazioni ma anche al consumo del suolo ed all'impronta ecologica per costruire le infrastrutture, che nel caso ferroviario sono enormi! 

Quindi, questi grafici dicono solo parte della storia ... questo non per dire che la TAV si debba o non debba fare, solo per evidenziare il fatto che non sempre le cose sono cosi' semplici come appaiono.

Fonte: 

  • Railway transport - Total annual passenger transport provided by Statistical Office of the European Union (Eurostat)  
  • PRIMES provided by National Technical University of Athens (NTUA) 


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