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giovedì 28 febbraio 2013

Il "grillismo" ed mito della "violenza creatrice" di Sorel

L'interpretazione e l'analisi dell'indubbio successo del M5S pongono problemi ed opportunità  politologiche alquanto stimolanti. Abbiamo ricordato in un post precedente la teoria di Polibio sulla evoluzione dei regimi (Anaciclosi) come chiave di lettura di questo periodo storico di incertezza e transizione post-democratico (Oclocrazia).

In questo senso, la fino ad ora pacifica "rivoluzione 2.0" compiuta dal movimento di "Beppe Grillo & Associati" può  certamente svolgere il ruolo rigeneratore che Georges Sorel nel suo saggio del 1908 "Réflexions sur la violence" assegnava alle masse popolari guidate dal pensiero rivoluzionario marxista.

Quella violenza di piazza e di classe, presupposto necessario all'inizio del XX secolo per liberare quella forza rigeneratrice e' stata fino ad ora sostituita dalla violenza verbale del leader del movimento; una violenza verbale dura, "sfascista", nichilista se vogliamo, ma che ancora non ha causato un solo morto nelle piazze (elemento positivo non da poco).

Ora, la questioni fondamentali sono le seguenti:

1. basterà questo surrogato di violenza creatrice per ridisegnare gli equilibri di potere in Italia?
2. come reagiranno le élites tuttora dominanti nel caso il tentativo di cooptazione in corso non abbia successo?
3. come reagiranno i veri poteri forti del nostro paese (potentati economici e finanziari, mafie, Vaticano, servizi segreti, etc, essi stessi legati da patti di non belligeranza nella migliore delle ipotesi e di collaborazione nella peggiore)
4. che effetto avranno i nuovi equilibri interni sul piano internazionale e sulla costruzione Europea in particolare?

Alcune prime risposte alle questioni le vedremo nelle settimane prossime quando potrebbero manifestarsi indicatori fondamentali per decifrare le dinamiche della lotta di potere in atto.




E fu a Bologna che scoppiò la prima bomba, 
fra una festa e una piadina di periferia. 
                                              A. Venditti


mercoledì 27 febbraio 2013

Tanti colpevoli ... comunque colpevole!


La fine di IDV non e' nata con RC, ma e' stata sancita molto molto tempo prima, quando logiche mai chiare hanno portato personaggi squallidi ed alcuni vicini ad ambienti inconfessabili ad avere tanto peso nel partito ed a candidare gente che ha sempre usato IDV come un autobus. Ad ogni nuova elezione si diceva che gli errori del passato non sarebbero stati ripetuti ma per una ragione o per l'altra a questi propositi non si e' mai dato seguito. E tutto ciò dietro lo scudo ed utilizzando la scusa della c.d. società civile e pagando un debito di sudditanza psicologica a Travaglio & co.

L'altro colpo di grazia e' venuto dalle europee del 2009 quando l'operazione di costruzione del personaggio De Magistris si e' in realtà risolta nella fase ultima di distruzione del partito.

No, RC e' solo l'ultimo atto di un suicidio politico annunciato, dovuto all'esplodere delle contraddizioni interne fra un appello alla legalità più fondamentalista e comportamenti / uomini non certo ad essa confacenti. Per restare nel "mio piccolo", voglio solo ricordare l'assoluto silenzio ed inazione dei vertici di IDV e di ADP in primis rispetto alla mala gestione dell'epoca Razzi, risoltasi con il "defenestramento" di chi protestava, vale a dire il sottoscritto.

Ed ora non mi fanno un po' sorridere i predicozzi dei vari ex parlamentari ... gli eletti "della prima ora" avrebbero dovuto VIGILARE sulle operazioni del partito e SOSTENERE gli attivisti che venivano invece ostracizzati, umiliati e vilipesi.

Ma forse erano troppo in altre faccende affacendati ... ed alcuni di essi troppo presi a godersi il loro posto al sole. Per quanto riguarda la difesa degli iscritti ed attivisti dalle porcate del potente di turno tutti gli eletti hanno le loro responsabilità, non vengano ora a raccontare storie!




martedì 26 febbraio 2013

Messaggio di servizio ai miei "amici & compagni" di partito

Mi scuso con i lettori per l'utilizzo improprio di questo blog come cartellone virtuale per mandare un messaggio a tutti i miei compagni di partito:



Cari "amici",

premesso che non c'è soddisfazione a urlare ai quattro venti "io l'avevo detto", finalmente questa bastonata (attesa e strameritata) darà a tutti noi la possibilità di scegliersi i propri compagni di squadra per l'avvenire in piena libertà e senza il vincolo dato dall'eredita' storica di un partito che ci legava per alcuni versi ma ci divideva per moltissimi altri. Anzi, la parte che ci divide e' preponderante rispetto a quella che ci unisce. Non ha quindi senso litigare ora anzi, vi invito a stare sereni perché tanto il conto alla rovescia e' scattato e fra pochi giorni/settimane/mesi le decisioni irrevocabili saranno prese e potremmo considerarci liberi dagli impegni presi ed avendo tutti fatto il nostro dovere (dal nostro punto di vista).

Non dovremo quindi più sorbirci le reciproche cialtronate che abbiamo sopportato per anni in nome del superiore interesse del partito, le filippiche dei tuttologi, i predicozzi delle pasionarie e le ramanzine dei generali senza esercito. Non dovremo neppure abbozzare quando rappresentanti istituzionali nominati o cooptati salgono in cattedra e pontificano, facendo bene attenzione che la polvere sia messa con cura sotto il tappeto, cercando di ritardare il più possibile il momento fatidico nel quale essa salterà inesorabilmente fuori.

All'esecutivo nazionale di IDV in Dicembre 40 votarono per l'accordo con la lista Ingroia ed altri 10 contro ... ora, sarebbe interessante avere la lista completa di chi stava da una parte e chi dall'altra, alcuni nomi li sappiamo ma altri no ... la vittoria ha molti padri, la sconfitta e' orfana. Ma sta anche a noi far si che chi ha sbagliato ne tragga le dovute conseguenze e ne paghi il fio.

Ed ora mi auguro che l'arancione ritorni ad essere solo il bellissimo e psichedelico colore di salutari frutti e verdure e che nessuno più si riappropri impunemente dell'opera artistica di Pelizza da Volpedo per fallimentari operazioni politiche.

Per ripartire occorrono programmi chiari e persone giuste ... senza le persone i programmi rimangono lettera morta, senza i programmi nascono solo demagoghi, ducetti e caudillos ... e di questi ne abbiamo già avuti abbastanza sia dentro che fuori il "nostro" partito

Un abbraccio agli amici ed a chi mi considera tale e tutta la mia cordiale indifferenza a tutti gli altri.

Massimo Bernacconi