Le cosiddette "primarie" dovrebbero costituire, agli occhi dei proponenti (onesti idealisti, ingenui o in malafede che siano) il trionfo della "democrazia dal basso", il momento in cui la "base" designa il suo "campione", lo sfidante che guiderà il partito o la coalizione alla vittoria contro il campo l'avversario nella tenzone elettorale prossima ventura.
In queste primarie farsa, che non ci e' ancora chiaro se sono esse del piddi' + satelliti o della coalizione del centrosinistra (ma quale coalizione? eppoi, esiste ancora la cosiddetta sinistra? E se esiste, fa essa gli interessi delle classi popolari o difende monopoli economici e culturali?) una delle condizioni basilari dovrebbe essere quella della parità fra i contendenti.
Certo, in teoria. In pratica, assistiamo al trionfo dell'inciucio, con la coppia di gemelli diversi Bersani-Renzi che partecipa in un edificante quadretto nella trasmissione contenitore della domenica (si veda Rai, duello Bersani-Renzi ma Vendola e c. s'infuriano ), con il conseguente coro di lamentele degli altri comprimari, Vendola in testa.
Ora, a chi giovano le primarie? Dove trovano i milioni di euro necessari alla partecipazione i "big"? Per Renzi si parla già di 3 milioni di euro, ma probabilmente e' una stima per difetto. Certamente non giovano alla democrazia ne' alla riduzione dei costi della politica, ma rappresentano uno sterile esercizio finalizzato alla legittimazione di una classe politica e dirigente che ha ormai raggiunto il capolinea.
E qui l'età anagrafica non c'entra.
Ulteriori letture US election system criticised over finance rules and voting restrictions
Il sistema elettorale (sia esso "Porcellum", "Italicum" o "Rosatellum") da solo non basta per garantire la parità dei candidati alle elezioni, in quanto e' fondamentale un accesso libero e costante ai mezzi di comunicazione di massa tradizionali. Crediamo che la questione tocchi molti di voi e vi invitiamo a partecipare alla discussione e far vivere questo blog, che vorremmo aprire ai contributi di tutti, dando a chi lo richieda i diritti di postare le sue riflessioni su questo tema.
Diretta Spread
domenica 18 novembre 2012
lunedì 8 ottobre 2012
Le camarille di corte Bersani-Renzi-Vendola
Assistiamo in questi giorni all'ennesima commedia all'italiana, la farsa si chiama questa volta "Primarie del PD".
Perche' farsa? Perche' al solito le primarie cosi' come sono realizzate nel nostro paese (e probabilmente anche altrove) non sono null'altro che la riproposizione su scala ridotta dei processi di (il)legittimazione delle competizioni elettorali vere, con alcune "aggravanti":
1. aumento dei costi della politica: le primarie costano, chi paga?
2. corpo elettorale aleatorio: votano solo gli iscritti o tutti i cittadini possono iscriversi? Truppe cammellate avanti, c'e posto
3. i demagoghi comunque prevalgono
Ce ne sarebbe ancora da scrivere, ma il disgusto complessivo prevale sulla logica razionalizzante ...
Perche' farsa? Perche' al solito le primarie cosi' come sono realizzate nel nostro paese (e probabilmente anche altrove) non sono null'altro che la riproposizione su scala ridotta dei processi di (il)legittimazione delle competizioni elettorali vere, con alcune "aggravanti":
1. aumento dei costi della politica: le primarie costano, chi paga?
2. corpo elettorale aleatorio: votano solo gli iscritti o tutti i cittadini possono iscriversi? Truppe cammellate avanti, c'e posto
3. i demagoghi comunque prevalgono
Ce ne sarebbe ancora da scrivere, ma il disgusto complessivo prevale sulla logica razionalizzante ...
domenica 27 maggio 2012
Le critiche a Grillo e la morale degli schiavi
Prima Berlusconi ed ora Beppe Grillo / M5S.
Premesso il giudizio politico, storico ed umano profondamente negativo dello scrivente sulla parabola del potere di Silvio Berlusconi, pare che per sopravvivere alcuni partiti ed i loro ciclostili (ok, principalmente un partito, il Pd ed il suo strillone, La Repubblica) debbano creare nemici veri o presunti contro i quali gettare i propri strali, inveire per coprire le proprie manchevolezze, scatenare una caccia alle streghe invece di pensare seriamente a riformarsi (o all'eutanasia) e selezionare una migliore classe dirigente.
Orfani del re dell'avanspettacolo di Arcore, la palma dell'untore passa quindi al buffone di corte novello Savonarola che risponde al nome di Beppe Grillo ed ai suoi seguaci, i "Piagnoni" contemporanei che si sono aggregati sotto le bandiere del M5S (Movimento 5 Stelle).
E da quali pulpiti arrivano queste prediche? Nientepopodimeno da alte autorità morali che rispondono al nome di Massimo D'Alema o della "pasionaria" Rosy Bindi, ex gruppo dirigente dalla defunta "Margherita" (si, proprio quella di Lusi) ed in quanto tale accusata dai malpensanti di essere percettrice di fondi a sua insaputa !!!
Sulla fenomenologia di Beppe Grillo e dei suoi adepti, sul ruolo di Casaleggio, etc si possono scrivere trattati. Ma ciò non toglie che la classe politica di governo degli ultimi (20? 50? 150?) anni non sia stata in grado (ne' lo e' attualmente) di dare risposte credibili e conclusive ai problemi dell'Italia, che dall'Unita' in poi si ripresentano sotto nomi, forme e sfaccettature diverse (questione meridionale, mafia, corruzione povertà, questione "romana", leggi "ingerenza della Chiesa", etc etc).
Per essere degni di essere chiamati classe "dirigente" occorre "dirigere", non nel senso di imporre soluzioni autoritarie come auspicherebbero coloro che agitano i fantasmi del "pericolo anarchico", ma nell'accezione di trasmettere visioni del futuro, sogni ed idee, cosa che ben pochi sono in grado di fare, fra le mummie depositarie di un potere autoreferenziale ed ipocrita (visto che poi alla fine non sono certo loro che comandano) sia in Italia che (purtroppo) in Europa.
E qui occorre riagganciarci alla ragione d'essere della nostra battaglia: fornire a tutti coloro che ne hanno la voglia, l'energia, le idee e le capacita' di poter concorrere ad armi pari nel processo di costituzione della élite politica del nostro paese. M5S nel suo piccolo, fra molte contraddizioni, lo sta facendo (non perché i suoi dirigenti siano migliori degli altri, ma perché in questo sta il loro "core business"). Altri partiti si sono proposti questo obiettivo nella loro carta fondativa (es. IDV). Che anche i rimanenti, più grandi e strutturati, si muovano in questo senso se non vogliono sparire, come direbbe Grillo, nel "fragore di un peto".
Per concludere, citiamo le pagine del filosofo a noi caro, Federico Nietzsche
"Esiste una morale dei signori e una morale degli schiavi. [...] Lo schiavo non vede di buon occhio le virtù dei potenti: è scettico e diffidente, ha la raffinatezza della diffidenza per tutto quanto di "buono" venga tenuto in onore in mezzo a costoro, vorrebbe persuadersi che tra quelli la stessa felicità non è genuina."
Nell'Italia del 2012 la morale degli schiavi e' solamente "falsa ed ipocrita", visto che le virtù della pietà, la mano compiacente e soccorrevole, il calore del cuore, la pazienza, l’operosità, l’umiltà e la gentilezza non sono poi messe in pratica da coloro i quali le predicano e poi si crogiolano in decenni di ozi parlamentari e camarille di corte.
Premesso il giudizio politico, storico ed umano profondamente negativo dello scrivente sulla parabola del potere di Silvio Berlusconi, pare che per sopravvivere alcuni partiti ed i loro ciclostili (ok, principalmente un partito, il Pd ed il suo strillone, La Repubblica) debbano creare nemici veri o presunti contro i quali gettare i propri strali, inveire per coprire le proprie manchevolezze, scatenare una caccia alle streghe invece di pensare seriamente a riformarsi (o all'eutanasia) e selezionare una migliore classe dirigente.
Orfani del re dell'avanspettacolo di Arcore, la palma dell'untore passa quindi al buffone di corte novello Savonarola che risponde al nome di Beppe Grillo ed ai suoi seguaci, i "Piagnoni" contemporanei che si sono aggregati sotto le bandiere del M5S (Movimento 5 Stelle).
E da quali pulpiti arrivano queste prediche? Nientepopodimeno da alte autorità morali che rispondono al nome di Massimo D'Alema o della "pasionaria" Rosy Bindi, ex gruppo dirigente dalla defunta "Margherita" (si, proprio quella di Lusi) ed in quanto tale accusata dai malpensanti di essere percettrice di fondi a sua insaputa !!!
Sulla fenomenologia di Beppe Grillo e dei suoi adepti, sul ruolo di Casaleggio, etc si possono scrivere trattati. Ma ciò non toglie che la classe politica di governo degli ultimi (20? 50? 150?) anni non sia stata in grado (ne' lo e' attualmente) di dare risposte credibili e conclusive ai problemi dell'Italia, che dall'Unita' in poi si ripresentano sotto nomi, forme e sfaccettature diverse (questione meridionale, mafia, corruzione povertà, questione "romana", leggi "ingerenza della Chiesa", etc etc).
Per essere degni di essere chiamati classe "dirigente" occorre "dirigere", non nel senso di imporre soluzioni autoritarie come auspicherebbero coloro che agitano i fantasmi del "pericolo anarchico", ma nell'accezione di trasmettere visioni del futuro, sogni ed idee, cosa che ben pochi sono in grado di fare, fra le mummie depositarie di un potere autoreferenziale ed ipocrita (visto che poi alla fine non sono certo loro che comandano) sia in Italia che (purtroppo) in Europa.
E qui occorre riagganciarci alla ragione d'essere della nostra battaglia: fornire a tutti coloro che ne hanno la voglia, l'energia, le idee e le capacita' di poter concorrere ad armi pari nel processo di costituzione della élite politica del nostro paese. M5S nel suo piccolo, fra molte contraddizioni, lo sta facendo (non perché i suoi dirigenti siano migliori degli altri, ma perché in questo sta il loro "core business"). Altri partiti si sono proposti questo obiettivo nella loro carta fondativa (es. IDV). Che anche i rimanenti, più grandi e strutturati, si muovano in questo senso se non vogliono sparire, come direbbe Grillo, nel "fragore di un peto".
Per concludere, citiamo le pagine del filosofo a noi caro, Federico Nietzsche
"Esiste una morale dei signori e una morale degli schiavi. [...] Lo schiavo non vede di buon occhio le virtù dei potenti: è scettico e diffidente, ha la raffinatezza della diffidenza per tutto quanto di "buono" venga tenuto in onore in mezzo a costoro, vorrebbe persuadersi che tra quelli la stessa felicità non è genuina."
Nell'Italia del 2012 la morale degli schiavi e' solamente "falsa ed ipocrita", visto che le virtù della pietà, la mano compiacente e soccorrevole, il calore del cuore, la pazienza, l’operosità, l’umiltà e la gentilezza non sono poi messe in pratica da coloro i quali le predicano e poi si crogiolano in decenni di ozi parlamentari e camarille di corte.
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