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domenica 1 giugno 2014

Privilegi degli immigrati: arma di distrazione di massa.

Ai miei amici di varie estrazioni politiche che passano la giornata a prendersela con i vantaggi veri o presunti concessi agli immigrati clandestini o regolari che siano ... ma vi rendete conto che interesse del sistema di potere dominante e' proprio quello di scatenare una "guerra fra poveri" per distrarre l'opinione pubblica e continuare a mantenere il potere mentre il popolaccio se la prende con il "diverso"?

In questo contesto, per ragioni diverse, formazioni fra loro molto diverse contribuiscono a soffiare sul fuoco o a mettere in atto comportamenti che non fanno che esacerbare la frizione esistente;
 
  • da un lato, la c.d. destra xenofoba attribuisce loro tutti i guai del paese, dell'Europa, del mondo intero, in modo da attirare il voto "di pancia" della "maggioranza silenziosa" timorosa di vedere intaccato il proprio modo di vita tradizionale e la propria "comfort zone"; 
  • dall'altro, il c.d. centrosinistra nella sua accezione più ipocrita, quella cattocomunista, che finge di non vedere i i problemi e gioca a minimizzarli in modo da presentarsi come più "moderna, tollerante, integratrice" con abili operazione di immagine (non occorre citare il nome di un famoso ex ministro del governo Letta) quando invece il filo conduttore e' quello della carità "pelosa" e del "non nel mio giardino di casa";
  • infine, la galassia degli "arrabbiati" che fa riferimento ai più radicali dei pentastellati che propagandano il caso degli immigrati come dimostrazione evidente e lampante del privilegio e caso emblematico dell'arbitrio di una classe politica irresponsabile e scialacquatrice. 

Ebrei, negri (sic), zingari, meridionali, gli untori di manzoniana memoria ... c'è sempre stato nella storia qualcuno più terrone di qualcun altro con il quale prendersela. 

E' comodo e consolatorio, come credere nelle favole della religione e della politica. 

Poi, all'indomani del pogrom e della catartica orgia di sangue collettiva, i problemi rimangono tali con l'aggiunta della seccatura di individuare un nuovo nemico del popolo.




Fare opposizione non basta, occorre creare alternativa credibile di governo


Qualche giorno fa, all'indomani delle elezioni europee vinte "a valanga" dal PD di Renzi, scrivevamo "Bene, la maggioranza in Italia e' chiara ... ora si tratta di costruire l'opposizione".

Ci sbagliavamo o, almeno, al postulato / dichiarazione di intenti mancava una parte fondamentale che definisse il ... per fare cosa?

Una opposizione non può essere fine a se' stessa, sbraitare al solo scopo di mantenere la propria base elettorale ed al contempo negoziare una serie di vantaggi di sottogoverno funzionali alla sola opera di costituire clientela.

Una opposizione seria si deve porre come forza capace di costituire un governo e portare a compimento il proprio programma e non una "rivoluzione permanente" che dia l'impressione di cambiare tutto senza cambiare in realtà di un solo centimetro la "costituzione materiale" di un paese.

Le elezioni hanno celebrato il trionfo incontrovertibile del Partito Democratico di Matteo Renzi, una sorta di DC 2.0, vale a dire un partito-contenitore che svolge una funzione fondamentale, quella di "normalizzare" il quadro politico - istituzionale fungendo da camera di compensazione preventiva di interessi a volte contrastanti, sia interni che internazionali. Chiaramente ciò non solo e' funzionale alle élites dominanti per ovvie ragioni, ma funge anche da elemento tranquillizzante per la pubblica opinione che in tal modo, anche se consapevole di accontentarsi di un "second best", evita le incognite di un salto nel buio.

Il M5S, in questo quadro politico ed ammessa (ma non acriticamente concessa) l'onesta' intellettuale degli architetti del grillismo, non può svolgere la funzione di opposizione propedeutica ad un proprio futuro ruolo di governo per una serie di ragioni, le cui principali sono:
  • Assenza di un elettorato / categoria di riferimento / nocciolo duro che ne definisca le caratteristiche e determini in tal modo il "demos" rappresentato (la "ggente" di per se non e' una categoria sufficiente, ma una folla indistinta il cui pensiero non necessariamente e' diretto, spesso inconsapevolmente, verso lo stesso fine).
  • Si tratta di un movimento di natura carismatica a cui manca una "Weltanschauung" metastorica.
  • Eletti di primo livello spesso privi si di una solida preparazione tecnico politica, sia di una base elettorale autonoma.

Queste caratteristiche ne fanno pero' un arma formidabile per destabilizzare il quadro politico, fase fondamentale per creare uno spazio nel quale chi invece ambisce a creare una alternativa che abbia senso dello Stato, consapevolezza dei limiti imposti dai rapporti internazionali ai quali il Paese, volenti o nolenti, e' soggetto e che abbia come orizzonte la creazione di una società moderna e pluralista (evito il termine "democratica" in quanto abusata e quindi svuotata di reale significato), nella quale i diritti civili e lo sviluppo umano vadano di pari passo con la prosperità economica.

Ora, gli orfani di avventure sulla carta suggestive ma mal concepite, mal organizzate e peggio condotte (leggi ad esempio "Scelta Europea") hanno fatto a gara nel gettare la spugna, sostenendo che in Italia non ci sia spazio per un "terzo polo". A parte che mi dovrebbero spiegare dove sta il "secondo", visto che la classica distinzione destra / sinistra non si applica certamente a PD e FI -> PDL -> NCD + FI, visto che le distinzioni sono spesso di tipo personalistico e non toccano la realtà delle relazioni socio/economiche del paese, sbandierate come caratterizzazioni ideali ma senza troppa convinzione. 

Pur se velleitaria, riteniamo invece doveroso ed eticamente imperativo quella di darsi da fare con tutti quelli che si riconoscono con l'operazione di "ingegneria sociale" moderna/pluralista di cui sopra. Come già dichiarato in tempi non sospetti, siamo disponibili per essere della partita ma mettiamo dei paletti da subito per non doverne poi ridiscutere in seguito: chi ci sta si deve sporcare le mani e lavorare, senza distinzione di "caratura" e senza reclamare diritti di primogenitura ... di primedonne, professoroni o free riders non abbiamo alcun bisogno!  

"Public opinion ... is the opinion of the bald-headed man at the back of the omnibus,"

mercoledì 28 maggio 2014

Facciamo quel che ci e' possibile e lamentiamoci un po' meno.

Caro amico, gentile amica,

puoi provare a riflettere un momento su quale sia stata l'ultima volta hai fatto qualcosa di buono, compiuto un gesto, portato avanti una miglioria per il tuo tuo caseggiato, il tuo quartiere, aiutato i tuoi amici e conoscenti, un centro sociale o ti sei impegnato in qualche cosa dove le lunghe mani dei rettiliani non potevano arrivare, gli onnipresenti scii kimici non riuscivano ad irrorare le vicinanze ... un contesto troppo periferico perché potesse interessare al gomploddo pluto-giudaico-massonico della Bilderberg e che finora neppure Matteo Renzi o Papa Francesco avessero conquistato con le loro tecniche persuasive?  

Intendiamoci, nella mia sconfinata autostima anche a me piace giocare a fare il segretario Generale dell'ONU ombra ed ogni tanto scrivere sugli amici in Ucraina, in Kosovo o in altre parti del mondo piu' o meno disgraziate e cercare di dar loro una mano.

Pero' mi domando ... invece di fissarci sempre nel risolvere i "grandi temi", come risollevare l'economia mondiale in tre mosse, riformare la Costituzione ed i Trattati Europei, dire la nostra ad ogni occasione sulla legge elettorale, salvo poi ... indignarsi, costernarsi e gettare la spugna con gran dignità (parafrasando Murolo e De André) ... ci impegnassimo di più nelle piccole cose facili da realizzare ad esempio nel proprio quartiere nella propria comunità che possono essere poi messi in atto anche da altri creando in tal modo un circolo virtuoso di buone pratiche spicciole ...

Proviamo quindi a partire dal basso per migliorare concretamente le vite delle persone che ci stanno intorno (ed anche le nostre) invece di voler cambiare a tutti i costi il mondo con un big bang che non porterà da nessuna parte in quanto ci mancano i fondamentali (effettività del potere, controllo del territorio, risorse finanziarie, etc) per poterli mettere in pratica.

Molto buon senso, pragmatismo, un forte senso civico basato sulla concezione dei diritti e dei doveri di Mazziniana memoria ed andremo lontano.