Diretta Spread

mercoledì 17 dicembre 2014

TOTO QUIRINALE: Come la pensano gli amici di Candidati Senza Voce?

Lo scorso 9 novembre, abbiamo lanciato un quesito sulla pagina del gruppo FB di CSV:




Lo scopo del "giochino", che potete seguire ed al quale potete partecipare cliccando il link di cui sopra, non e' di proporre questo o quello (non siamo cosi' illusi, ingenui e velleitari) ma di sapere come la pensano i frequentatori di questi pizzi (blog e forum), senza la pretesa di interpretare esaustivamente l'universo delle opinioni possibili.

Allo stato attuale la situazione vede in testa personaggi noti alle cronache politiche più o meno recenti, come Rodota' ed Imposimato, impegnati in un testa a testa, mentre più staccati sono il fisico e senatore a vita Carlo Rubbia, Emma Bonino ed il "patron" di "Emergency" Gino Strada (giusto per citare i primi cinque).

Altri frequentatori, più "imaginifici"hanno proposto nomi quali Piergiorgio Odifreddi, Massimo Cacciari o Mario Capanna.

Tra i nomi degli altri politici che hanno ricoperto in posizione "istituzionale", il "favorito" (o il meno aborrito) e' Piero Grasso, seguito dalla Finocchiaro, mentre la presidente(ssa) della Camera Boldrini e l'ex PdCM Mario Monti ricevono solo una menzione a titolo simbolico.

Partecipate anche voi e votate ... ora che anche la Regina Elisabetta pare stia pensando ad abdicare, magari Re Giorgio si deciderà pure lui :)



mercoledì 10 dicembre 2014

Perche' siamo contrari al commissariamento di Roma

In questi giorni stanno arrivando anche da parte di molti illustri amici di CSV segnalazioni di iniziative che chiedono a gran voce il commissariamento della capitale.

Pur comprendendo e condividendo il ... "moto di nausea" che li ispira, dovuto principalmente ma non solo ai vergognosi fatti di cronaca nera politico/mafiosa di questi giorni, non ci sentiamo di appoggiare l'iniziativa, per le ragioni che cercheremo di spiegare qui di seguito.

Nella storia della Roma repubblicana (dal 1946) vi sono stati la bellezza di sette Commissari Straordinari: Mario De Cesare (1946-47); Francesco Diana (1961-62); Angelo Barbato (1989); Alessandro Voci e Aldo Camporota (1993); Enzo Mosino (2001) e Mario Morcone (2008). I problemi sono rimasti gli stessi (trasporti, ciclo dei rifiuti, urbanistica, servizi pubblici, sicurezza, igiene e decoro urbano, etc) ed, anzi, si sono esacerbati, a dimostrazione del fatto che il commissariamento non ha portato i benefici attesi nel lungo periodo.

Siamo pregiudizialmente contrari a forme di "governo tecnico" a tutti i livelli perché riteniamo sia stato impropriamente usato nella storia recente (ultimo esempio a livello nazionale il governo Monti), come misura per consentire alla classe politica responsabile del malgoverno di nascondersi dietro ad una figura spacciata come estranea ai partiti, per poi ripresentarsi alle elezioni successive come nulla fosse successo, confidando sulla corta memoria degli elettori o sul prevedibile fallimento del governo tecnico.

I comuni vanno sciolti quando sia conclamata l'infiltrazione mafiosa con la giunta in carica, in base alle disposizioni della legge contro le infiltrazioni mafiose negli enti locali, ma questa disposizione non deve divenire una scusa per sopperire alla scarsa efficienza dell'azione amministrativa, alle indecisioni, alla pura incompetenza delle giunte, sperando nell'intervento risolutivo del demiurgo di turno.

Certo, e' possibile obiettare che se il Comune fallisce si trascina dietro anche aziende che magari non hanno colpe. Verissimo, ma non possiamo nemmeno continuare a fare come per le aziende in crisi, per le quali si socializzano le perdite e si privatizzano i profitti. Riteniamo, forse in maniera un po' cinica, lo ammettiamo, che prima o poi bisogna che i nodi arrivino al pettine ed i cittadini/contribuenti/elettori ci sbattano il muso, ed anche forte.
I più malpensanti aggiungerebbero anche che, la stragrande maggioranza delle aziende ha contratti con il comune perché hanno fatto impicci vari e compromessi con l'amministratore di turno. Ci dispiace per i pochi onesti, ma siamo convinti che se hanno le capacita', essi sapranno risollevarsi.

Non pensiamo quindi noi ai cittadini, al rischio che si crei (peggiori?) una catastrofe in corso? Che si blocchi la raccolta della spazzatura, l'illuminazione pubblica, ed altro ancora, prima a Roma poi magari in altre città?

Se questo e' il prezzo da pagare, ben venga. Noi crediamo che solo toccando il fondo si può risalire ... l'Italia e gli italiani hanno sempre dato il meglio di se' nei momenti tragici, meglio la prospettiva di un fallimento di alcuni comuni poco virtuosi che la palude attuale. Non che la cosa ci faccia particolarmente piacere, ma l'alternativa e' quella di continuare ad allungare il brodo ... a questo punto e' solo accanimento terapeutico.

Come siamo stati contrari al decreto "Salva Roma" di quest'anno e ad altri simili provvedimenti tappabuchi relativi ad altre città, come ad esempio Napoli (2014) o Catania (2013) giustificati esclusivamente da esigenze di tipo clientelare fra la politica nazionale e le amministrazioni locali, rimaniamo pregiudizialmente contrari a provvedimenti di questo tipo.

Si discuta di come premiare ed incentivare piuttosto le amministrazioni "virtuose", dell'applicazione del patto di stabilita' ma non si sottragga mai alla politica la responsabilità delle proprie scelte infelici. Altrimenti, tanto varrebbe commissariare tutto e ritornare al potestà piuttosto che finanziare farse elettorali inconcludenti.



martedì 9 dicembre 2014

Aumento IVA e prelievo forzoso. Alcuni numeri per cercare di capire

Nel consueto clima di incertezza e disinformazione reciproca, si susseguono le voci relative all'incremento dell'IVA (confermata nel testo della legge di stabilita' ora all'esame del Senato) e la prospettiva di un possibile prelievo forzoso sui conti correnti (ancora a livello di pura speculazione).

Ma andiamo con ordine, iniziando dall'aliquota IVA in Italia. Dalla sua introduzione nel 1973, essa ha conosciuto solamente aumenti, come evidenziato dalla tabella sottostante:

1973: 12%
1977: 14%

1980: 15%
1982: 18%
1988: 19%
1997: 20%
2011: 21%
2013: 22%


Quello che ci aspetta per il futuro prossimo e' contenuto, come già ricordato poc'anzi, nel t
esto del decreto sul patto di stabilita' ora all'esame del Senato, all'Art. 45, § 3., che riportiamo di seguito:

Fermo restando quanto previsto dall’articolo 18 e fatti salvi i provvedimenti normativi di cui al comma 4:
a) l’aliquota Iva del 10 per cento è incrementata di due punti percentuali a decorrere dal 1° gennaio 2016 e di ulteriori un
punto percentuale dal 1° gennaio 2017;
b) l’aliquota Iva del 22 per cento è incrementata di due punti percentuali a decorrere dal 1° gennaio 2016, di un ulteriore punto percentuale dal 1° gennaio 2017 e di ulteriore 0,5 punti percentuali dal 1° gennaio 2018;

Quindi, facendo qualche calcolo elementare:
2016: 22+2 = 24%
2017: 22+2+1= 25%
2018:
22+2+1+0.5 = 25.5%


Non crediamo occorra commentare oltre. ***

Rispetto al tema del paventato prelievo forzoso, ricordiamo che il precedente del 1992 (governo Amato) fu limitato ad un mero (ancorché odioso) 0.6%. A quanto potrebbe / dovrebbe ammontare il nuovo prelievo? Dipenderà tutto dagli obbiettivi, ma possiamo cercare di dare una idea di massima del fabbisogno massimo, nella peggiore delle ipotesi possibili per il contribuenti.
 

Si considerino i seguenti dati
(valori approssimativi per facilitare i calcoli) :
  • il valore complessivo dei depositi si aggira sui 1500 miliardi di euro;
  • Il debito pubblico e' superiore al valore dei depositi ed ammonta a circa 2 mila miliardi di euro, pari a circa il 140% del PIL .
Se volessimo per assurdo rientrare nei parametri del patto di stabilita' (vale a dire debito < 60% PIL), avremmo bisogno di circa 1150 miliardi, vale a dire occorrerebbe un prelievo forzoso del 76% dei depositi bancari di famiglie ed imprese.

Queste scarne considerazioni da sole crediamo siano sufficienti per fornire una idea sull'enormità del problema.